Introduzione redazionale su Apnee
Sono onorato di dare spazio su questo sito ad Apnee, opera magistrale di Luis Rega, già autore di alcune pubblicazioni su Nietzsche e Heidegger. Non voglio rubare altro spazio all’autore, pertanto mi limito a dire questo!
Per Lo Svelamente, Mattia Mandalà
Apnee
Vi presento Apnee la mia prima raccolta di poesie, essa si può definire come un’autobiografia in rima, non intesa come successione cronologica di fatti della mia vita quanto come racconto di esperienze vissute interiormente.
La silloge si articola in 3 capitoli. Il primo Cure è quello dedicato alle inquietudini, qui il furor giovanile affronta e sfida un mondo brutale, mentre il tempo, venendo a mancare, ferisce. Il secondo Mare dove l’incontro con la natura insegna non solo a rallentare, ma ad immergersi nel silenzio per trovare un senso più profondo di quello solipsistico. Il terzo Amore è dedicato al sentimento verso la persona amata che ridona fede all’anima grigia e restituisce un nome al respiro.

1. Le Cure: il furor giovanile e il tempo che ferisce
La prima sezione è la più ruvida, poiché è il luogo del disagio, dell’ansia, della domanda che non trova pace. Si guarda il mondo con occhi che bruciano in quanto il tempo è avvertito come un nemico e la giovinezza come un furore che consuma.
In Amnesia emerge subito un tema centrale: la memoria che manca, la fatica di riconoscersi, si traduce non tanto in dimenticanza, quanto in oblio. Essa è l’esperienza di chi sente di vivere senza riuscire a trattenere il senso di ciò che vive. Ciò è avvertito da tutti, ma mentre la maggior parte della gente desidera una temporanea distrazione, il poeta brama l’amnesia.
In Apnea , la poesia che dà il titolo e il tono all’intero libro, respirare diventa metafora di inautenticità, mentre il vero vivere è altra cosa, significa trattenere il fiato, resistere sott’acqua, cercare un ossigeno che non è immediato. L’apnea diventa l’immagine perfetta di una condizione esistenziale di resistenza al mondo, per non farsi travolgere dal suo rumore.
2. Il Mare: natura, contemplazione e silenzio
Nella seconda sezione qualcosa cambia mediante il ritmo dei versi che si fa più lento e scandito. Da questo momento entra la natura, ossia il mare, ma esso non è un mare romantico. È un mare nella veste di maestro che insegna a stare, a vivere e a guardare il mondo, restando differenti, e ad attendere, a non pretendere risposte subito.
Sovente invidio parla della misura che manca. L’invidia, sentimento principale della poesia, non è per l’altro, essa è per la capacità di essere in pace, quindi si declina come il desiderio di una vita più essenziale, dove il pensiero non debba continuamente rincorrere qualcosa.
Con L’insacrificabile lo sguardo si sposta definitivamente all’interno, poiché giunge la consapevolezza che ci sono cose che non si possono barattare. Esse sono quei valori, quegli istanti e quelle verità che permangono anche quando tutto il resto crolla.
3. L’Amore: l’incontro che ridona senso
L’ultima sezione è la più luminosa, ma non è, per questo, ingenua. L’amore, che accade imponderabile, non cancella le apnee precedenti, anzi esso le attraversa e le dipana con nuove chiavi di lettura. Si racconta dell’incontro con l’altro, di un amore che ridona fede a un’anima che si era ingrigita per un esistenza claustrofobica.
Malgrado è il componimento manifesto. L’atto di amare malgrado tutto: malgrado le paure, malgrado le ferite, malgrado il tempo. L’amore viene inteso come atto di volontà, non solo come semplice sentimento.
Il fante rappresenta l’altra faccia dell’amore, quello verso una persona scomparsa. È la figura di chi cammina avanti anche da solo, con passo umile. Egli è un antieroe che procede nella vita anche quando tutto svanisce tra le nebbie di un lago.
Prefazione e Postfazione: la cornice del viaggio
La prefazione introduce il lettore a questo movimento interiore, essa non presenta il poeta, ma solo la sua condizione di rallentare il respiro, l’andamento, per tornare a comprendere.
La postfazione non chiude con una morale ma lascia parlare direttamente i testi, decifrando la metafora di apnea, per fare ciò rimanda alle parole stesse del libro.
“Apnea,
dolce parola all’ascolto,
atroce pratica per il corpo
se esercitata fino all’asfissia…”
(X. Apnea)
E sottolinea lo stile rarefatto delle 30 poesie che diventa denso solo grazie alla profondità di pensiero presente. C’è anche un ipertesto che resta taciuto, come il vento – altro elemento presente insieme al fuoco, all’etere, all’acqua e alla terra – che in quanto aria…
“… Lo si sente solo
se lo si ascolta, immerso
nell’assolo dell’immenso,
se non si è emesso alcun suono.
O il rumore non si è fatto uomo”
(VI. Sussurra il vento)
Infine, dopo aver attraversato Cure, Mare e Amore, il lettore resta con la domanda che il libro ha aperto fin dall’inizio: come si preserva il riso del nostro fanciullo interiore? A voi le risposte, ognuno le ricerca in quel che sente forte nel cuore che sia un brivido di follia, un sorriso di compagnia o un lampo di poesia.
Link del libro: Apnee – Robin Edizioni
Per Lo Svelamente, Luis Rega
